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venerdì, 25 agosto 2006
Non per la scuola, ma per la vita s'impara (Seneca)

Da qualche giorno a questa parte mi sto facendo svariate ricerche su Woody Allen in Internet, e  poi come accade spesso cominci a saltare da una pagina all'altra incuriosito magari da una piccola vocina scritta lì accanto a ciò che leggi... Mi capita spesso, anche se mi rendo conto che lo faccio inconsciamente, di cercare una risposta a tutto ciò che vivo giorno per giorno, nelle parole di qualche scrittore, cantante, filosofo e via scorrendo, e poi non so come, ma riesco sempre a immedesimarmi in queste. La maggior parte delle volte mi succede nella musica, il giorno 1 gennaio la interpreto in un modo, il giorno 2 febbraio la interpreto in un altro. Sembra quasi che le canzoni si adattano a me e non io a loro! Mi ricordo che fin da quando andavo all'asilo, ero una bambina curiosa, tartassavo la mia maestra con mille perchè e invece che stare a giocare con gli altri bambini nell'ora di ricreazione io me ne stavo con lei a sentire quello che diceva "con i grandi". Una volta , solo una, ma indimenticabile, fui messa in punizione perchè mentre lei parlava a tutta la classe, io la chiamavo insistentemente . Mi fece mettere a sedere sulla seggiolina con le mani dietro la spalliera, io le dissi che mi facevano male le braccia a stare in quella posizione, allora mi disse di poggiarmi con la testa e le mani sul tavolo. Mentre mi poggiavo al tavolo, picchiai il mento, mi cadde un dente, e la mia punizione finì. Tutti quei perchè, o forse quasi tutti, adesso credo di averli capiti. Ma ce n'è uno, che mai nessuno ci potrà spiegare. Su "The wall" ho scritto una citazione di Woody Allen, e forse proprio questa ha fatto rinascere in me questo mio perchè... "Perchè": parola d'incommensurabile potere, è il segreto della verità... Cerco il significato di tale parola su internet e un tizio che tiene un piccolo sito (che non dice neanche chi è), spiega che ogni qualvolta la si pronuncia fa scaturire in noi, esseri razionali, un movimento mentale che porta alla ricerca logica dell'origine di ogni cosa. Sarà anche la mia situazione attuale, ma mi chiedo sempre più spesso come mai siamo nati e perchè viviamo. Io non ho mai espresso il desiderio di nascere e così nessuno di noi. Ci troviamo su questa terra aldilà della nostra volontà, ma grazie a quella dei nostri genitori, tacendo su chiunque essi siano. Noi siamo comunque il risultato di un incontro elementare fra cellule sessuali. Ma niente può cambiare l'esito, niente ci può far tornare indietro fino alla scelta della nostra vita. Questo simpatico signore aggiunge che se esiste un Dio o affine, lo vuole vedere, lo vuole toccare e interrogare sul perchè della sua involontaria esistenza. Riprendo io a scrivere... Penso che noi siamo in una favola, e siamo qualcosa di così leggero e piccolo, dove invece la vita è grande e fortissima, ci impone che cosa fare, non possiamo reagire e dobbiamo accettare le regole della vita. Perchè, perchè...Perchè dobbiamo invecchiare? Perchè dobbiamo ammalarci? Perchè dobbiamo morire? Perchè dobbiamo soffrire? Perchè dobbiamo perdere chi si ama? Perchè siamo tutti diversi l'uno dall'altro? Perchè ci devono essere le persone minorate irreversibilmente dalla nascita? Pensiamo anche a quegli individui che per "uno strano scherzo della natura" sono brutti... Pensiamo che soprattutto nella mentalità di noi giovani, soprattutto nelle ragazze, la bellezza è un elemento fondamentale, una carta vincente... L'infelicità prenderà il sopravvento. Mi ha fatto riflettere una frase, ve la voglio riportare, nonostante risulterò pesante e lunga come in ogni post, ma nessuno è obbligato a leggere. "Per comprendere e ragionare della vita, l'elemento fondamentale è l'immedesimazione, solo provando a vestire i panni di qualcun'altro si può veramente chiarire, ma questa è un'azione meditativa che tante volte preferiamo eludere". Penso che se anche io fossi nata con un hendicap, non riuscirei a vedere i bambini che corrono davanti a me, che ridono e scherzano... Me ne starei a piangere, piangerei tutto il giorno per un'esistenza a me negata. Ieri l'altro sera, il 23 agosto, un evento mi ha fatto riflettere. Ho avuto una notte intera. Penso che  la vita non la possiamo scegliere noi, è lei che ci viene imposta e che qualsiasi genere di sciagura potrebbe essere capitata a chiunque (come il caso riportato qualche riga sopra). Vorrei un mondo a prova d'infelicità per tutti. Perchè dobbiamo accontentarci, prostarci e rassegnarci? Perchè esiste la delusione?  Perchè sono schiava dell'amore e della paura? Perchè nonostante tutta la mia volontà non riesco a riuscire? Perchè devo pensare sempre al peggio per farmi forza? Trovo una riga scritta da qualche parte che dice: "L'origine è il mistero", e io la prendo, me la segno in testa e la faccio diventare mia come una di quelle canzone o poesie in cui entro a far parte. Sinceramente mi rendo conto adesso che sono cresciuta, fisicamente e psicologicamente in base alle esperienze, sono cresciuta con ciò che mi è stato raccontato dai miei genitori, soprattutto da mia mamma. Per una tradizione familiare sono diventata "una fedele". Poi la parola perchè ha preso il sopravvento. Mi sto sentendo frastornata e confusa in questi giorni, e forse proprio per questo mi trovo più scema a esporre i miei perchè su una pagina di un blog su internet. Mi chiedo anche perchè noi esseri viventi abbiamo ricevuto il battesimo se noi non abbiamo mai dato il nostro consenso! Una volta parlando con un mio conoscente, capitò di imbatterci in uno di quei discorsi senza fine e lui mi disse: "Ma perchè si deve sentir dire: "Beati gli ultimi che saranno primi"?... E chi è primo e chi è ultimo? Oppure: "Beato chi crede senza vedere", ma è una minaccia?" E se io non ci credo? Non sarò mai un beato...". Ci sono tante altre mie domande, un numero infinito di dubbi. Ci continuerò a vivere. Perchè devo fidarmi ciecamente del passato e degli scritti? Forse siamo solo un esperimento fallito dagli alieni, forse i forse non hanno fine... Non abbandoniamo mai i nostri dubbi fino a quando non saranno loro a lasciare noi di spontanea volontà!

Una volta ho detto: "Ho paura di morire, mi spaventa la morte". Mi è stato risposto: "Dove è scritto o chi lo sa se te ora sei viva o no?". Era giusto.


Sono stata abbastanza lunga, ma vorrei scrivere tanto altro ancora, a costo anche che chi appena vede questo papiro prende e esce dal nostro blog. Ma se c'è qualche anima volenterosa invece che sta leggendo queste ultime righe e per sua compassione decido di chiuderla qui.
Una cosa però la vorrei aggiungere, con la speranza che questo mio post venga letto dalle persone a cui ho mirato particolarmente, ho imparato che non ci dobbiamo far influenzare da nessuno, dobbiamo sempre dubitare a partire dalla cosa più piccola alla cosa più grande. Chiunque, anche la persona che più amiamo, potrebbe condizionarci, influenzarci, ma la verità non credo la scopriremo mai... La verità pur essendo dura non la possiamo nascondere... Mia nonna mi diceva sempre: "Le bugie hanno le gambe corte", oppure "le bugie sono come le palle di neve, più rotolano e più si ingrossano"...
Spero di essere stata di compagnia a qualcuno, a me sinceramente essere stata qua un'ora a scrivere mi ha fatto stare bene, mi sento meglio... Un saluto a tutti quanti e un grazie a chi mi sta vicino... Sarò testarda, ma penso che la rassegnazione e il suicidio davanti a un problema o a un qualsiasi fatto, sia una sconfitta, e io non voglio più perdere nè rassegnarmi. Vorrei che gran parte del mondo, o per lo meno chi mi sta vicino la potesse pensare come me.

"Vivere a lungo è desiderio quasi di tutti, ma vivere bene è l'ambizione di pochi"
* J. Hughes *

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foto da http://www.windoweb.it/desktop_foto/foto_bambini.htm             

Pubblicato su il Ventilatore da sara1986 alle: 12:33 | link | commenti (3) |
una mia opinione

mercoledì, 23 agosto 2006

Salve gente!
Dopo aver seguito i consigli della saggia estate, rieccoci qua.
L’ultimo post risale al 31 luglio... ultimamente abbiamo “trascurato” un po’ il blog (infatti ho dimenticato come si scrive, sto mezz’ora per formulare una frase di senso compiuto, mannaggia) Non è che ce ne siamo dimenticati, è solo che dopo la “festa” del 2 agosto in Rabatana (o giù di lì) siamo andati semplicemente in ferie. Mare, sole, ombrelloni, partite di calcetto, concerti vari, mangiate, bevute e altro che ora non mi viene. Non me ne vogliano coloro che non hanno potuto godersela a pieno ma credo che l’estate sia quella stagione che ti dice (saggiamente): “lascia perdere, poi ci pensi, ora fatti una risata!”.
Comunque sono lieto di comunicarvi (l’espressione è leggermente pomposa e nel complesso queste mie parole sono sconnesse: ho ancora l’estate addosso) che nei prossimi giorni riprenderemo la quotidiana (o quasi) attività su questo blog.

(...Ma la volete sapere una cosa? rileggendo la mia composizione mi rendo conto che ho scritto con i piedi, che schifo... ma ormai la minestra è fatta, come è è. A presto!)

; )

Pubblicato su il Ventilatore da giacomoV3 alle: 22:30 | link | commenti (7) |
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