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Galeotto fu il sacchetto!
Il Natale è ormai alle porte e da cosa ce ne accorgiamo? Non dal buonismo eccessivo, né dal periodo di vacatio che ci aspetta, ma dalla spietata legge del consumismo.
Uscite, andate in un supermercato, ipermercato o centro commerciale qualsiasi. Fate le tanto odiate compere che fanno solo piangere ancor di più i bambini che stentano di fame (e qui rimando alla lettura di un post precendente molto significativo), spendete anche i vostri soldini dopo aver notato che magicamente si prezzi si sono triplicati e alla fine prendete tutta la vostra roba e imbustatela.
Allora: passi pure il consumismo sfrenato (se non compriamo oggi, compreremo prima o poi), passi perfino che a dicembre non esiste concorrenza se non al rialzo dei prezzi, ma per cortesia che non passi l'ulteriore speculazione sul prezzo da pagare PER LA BUSTA!
Eh, già: io compro inutilmente, pagando caro e alla fine mi danno anche una busta che non mi è dovuta di diritto. Le buste sono tutte contrassegnate col marchio del supermercato nel quale siamo andati: questa è pubblicità e la paghiamo, certo che la paghiamo!! Allora perchè uscire da lì e continuare a pubblicizzare quel punto vendita e perfino pagare per farlo?
Oggi le buste bianche non si pagano per legge... se ve ne danno qualcuna fatemi sapere.
Riporto il commento di un utente anonimo, che chiedeva l'apertura di una discussione sul caso Welby (maggiori informazioni: http://it.wikipedia.org/wiki/Piergiorgio_Welby):
...WELBY...INAMMISSIBILE.. perchè il diritto che si invoca esiste ma la tutela non è prevista dall'ordinamento italiano. In 11 pagine depositate in cancelleria ieri mattina, dopo quattro giorni di Camera di consiglio, il giudice Angela Salvio, del Tribunale civile ... rigetta e auspica una nuova legge....i nuovi Ponzio Pilato in Toga risolvono così la sofferenza.
ma voi cosa ne pensate? avete idea di cosa sia il testamento biologico(?), anche se vi anticipo che in Italia non vale niente.
sono estremamente contrario all'eutanasia, ma non per motivi religiosi, puramente scientifici, perchè anche se sembra stupido, confido nei progreesi della scienza.
Apriamo un confronto, chissà magari ne viene fuori un progetto da presentare al CNB (comitato nazionale di Bioetica). spero mi ascoltiate, è una questione di civiltà. Partiamo dal presupposto che la sofferenza non è giusta, che comunque l'eutanasia, anche come estrema ratio non è giusta, ma che infondo una soluzione la si deve pur trovare. io non faccio proposte... (per ora)...aspetto di sapere cosa pensate semplicemente per aprire un dibattito virtuale, cerchiamo di capirne di più anche se forse va un pochino oltre i problemi terreni e giornalieri che dobbiamo affrontare ogni giorno. spero ancora cogliate l'invito
Non fa più scalpore, ma l’occhio vigile e ipercritico dell’opinione pubblica rimane sempre centrato su quello che rappresenta l’ultimo sprint del lungo e travagliato cammino della Legge Finanziaria per l’anno che verrà.
Molto si è scritto, ancor di più si è detto e per amor patrio mi sento di esprimere anche io la mia, non per un mero e banale interesse economico (è vox populi il detto “quei soldi sono anche i miei”), ma per un ben più astratto, ahimè, interesse che è lo Stato, la mia nazione.
La naturale reazione a queste ultime parole so bene qual è: “un ammasso di stupida e inutile retorica!”, ma preferisco pensare che in questo caso sia necessario un po’ di distacco dalla greggia pragmaticità che molto spesso è l’anticamera dell’ignoranza.
Il primo ministro in queste ore ha definito questa legge una medicina amara e altri, con espressioni diciamo diverse, dicono altro. E’ vero, ci sono tagli, ma si pongono anche le basi per un futuro, realisticamente non eternamente roseo, ma semplicemente migliore: per la prima volta dopo decenni si cambiano i vertici di “colossi” come quelli delle FFSS, si tagliano alcuni fondi destinati al MIUR, ma contemporaneamente si promuovono un sistema scolastico diverso (valorizzando i Licei) e la corrispondenza degli istituti di ricerca con l’estero. Si incentivano le imprese a favorire i contratti a tempo indeterminato: certo, in materia di lavoro non avviene tutto dall’oggi al domani, ma il compromesso a volte è la più valida alternativa alla staticità, credo. Si combatte (ma sul serio, con controlli in loco) l’evasione fiscale che da sola taglia le gambe al 5% circa dell’economia italiana, attraverso l’istituzione di comitati di vigilanza provinciale e regionale…
E’ impossibile continuare per ovvie ragioni di spazio, ma comunque in tutto questo vedo uno sforzo dello Stato verso me, verso la mia famiglia, vedo delle norme che si traducono finalmente in realtà e non in politica, vedo un tentativo che può essere letto solo in chiave positiva. Credo che funzioni la parabola della medicina amara, perché ciò che manca a me, a noi da anni è il senso di sacrificio volto al bene comune, volto alla collettività.
Si è fatta una campagna terroristica che sottolineava e strumentalizzava uno slogan secondo me non compreso: “Anche i ricchi piangano!”. Ha una forma immediata e forse un po’ cattiva, ma questo è uno slogan di un partito fatto da metalmeccanici e operai, ma anche da professori e artisti, il PRC.
E’ una provocazione e come tale va letta, una provocazione al mondo che non ha problemi, al mondo che non ritiene di contribuire, al mondo che quando pensa ad investire non pensa allo Stato ma al fuoristrada che non consumi molto.
Chi infatti ha sputato veleno su questo decreto appartiene o al “mondo” dell’opposizione, che si è limitata a criticare i provvedimenti sui SUV o, peggio, alle “fazioni protestanti” della maggioranza, che hanno manifestato in piazza contro i propri alleati dopo pochi mesi dalle elezioni. Entrambi rappresentano un esercizio della democrazia, ma denotano anche una mancanza di rispetto verso persone che lavorano e una totale ignoranza in materia di amor patrio, appunto.
Emblematico è il tentativo di alcuni che ora focalizzano l’attenzione sul riconteggio dei voti, dimostrando di non saper fare opposizione.
Ma per me la politica è anche un’arte, intesa come tripudio di valori ed etica e, in quanto tale, non può essere accessibile a tutti.
"Ahimè, ahimè! Tutto è già chiaro! Luce!
In te m'affisi per l'ultima volta!
Ch'io da chi non dovea nacqui, convivo
con chi non devo, e ucciso ho il padre mio!"
Edipo, da "Edipo Re" di Sofocle
Si avvicina il Natale. Le strade sono piene di luci, i negozi pieni di offerte, i bambini pieni di aspettative. Si avvicina Natale, e c'è questa moda del "sentirsi più buoni". Per questo, più che in altri periodi dell'anno, spuntano come funghi, all'ombra del tradizionale abete, raccolte fondi per aiutare i meno fortunati, i tristipoveriaffamati bambini di nonsodovelandia, paese devastato dalla Guerra e dalla Carestia (enti rigidamente impersonali, quasi divinità malvagia). E noi giù a versare, tra un attimo di compassione e uno di autocompiacimento. Chi siano questi sfortunati e perchè siano tali è un interrogativo da seconda serata.
Edipo è re di Tebe e marito di Giocasta. Un giorno una pestilenza colpisce la sua città : è una punizione divina per non aver cercato l'assassino del re precedente, Laio, primo marito di Giocasta. Edipo comincia a indagare e scopre di essere egli stesso ad aver ucciso Laio, quando ignorava chi fosse. Scopre anche di essere stato adottato, e di essere, in realtà , il primo figlio di Laio, che questi credeva morto.
Edipo prende coscienza delle sue colpe: ha ucciso suo padre e ha sposato sua madre (per la futura gioia degli psicologi). Quindi si cava gli occhi, si punisce per non aver visto, per non aver voluto vedere sino alla fine.
Noi guardiamo le nostre TV, compriamo i nostri vestiti di marca e non, facciamo il pieno dal benzinaio, ci diamo allo shopping hi-tech. Conduciamo il nostro stile di vita più o meno benestante, senza sapere esattamente a chi o cosa lo dobbiamo. Ignoriamo che la maggior parte delle nostre consumistiche abitudini sono il frutto di guerre e sfruttamenti in altre parti del mondo. Quasi tutti i beni di consumo vengono prodotti in paesi in cui la manodopera costa poco, paesi in cui i diritti dei lavoratori vengono impunemente calpestati dalle multinazionali, ansiose di ricavare il loro utile accontentando il viziato cliente "occidentale". Questi paesi vengono MANTENUTI in un costante stato di sottosviluppo, per continuare ad assecondare i grandi interessi. E se qualcuno prova ad alzare la testa, è guerra. E non c'è neanche mai (o quasi) bisogno di invadere: c'è sempre qualche fazione di separatisti, rivoluzionari, fanatici, integralisti o testedicazzo assortite pronta ad essere assoldata per rovesciare il governo "ribelle" di turno.
Ma di questo non si parla. Si parla degli "sfortunati". Lasciatemi dire una cosa: uno è sfortunato se gli cade una tegola in testa, non se nasce in un paese depredato, vincolato sistematicamente ad uno stato di sottosviluppo per interessi economici. Lì la colpa è di qualcuno. Anzi, non di qualcuno. E' NOSTRA! Ma non mi illudo con queste mie righe di convincere nessuno. Spero almeno che qualcuno si incuriosisca alla prossima raccolta-fondi pro-sventurati, e cerci di informarsi sulle radici di tale tristi sorti.
Mi chiedo per quanto tempo ancora possa durare. In fondo penso che nessun sistema possa durare in eterno. E la storia ci insegna che più i vincoli sono rigidi, più forza viene usata per spezzarli. Alle volte immagino un mondo dopo una ipotetica rivoluzione, con noi dall'altro lato della barricata. Forse allora vedremo le nostre colpe, ma in molti diranno "noi non sapevamo, noi non pensavamo". Chissà , forse ad essi sarà risposto: "anche Edipo non sapeva".
Ma voglio essere ottimista. In fondo qualcuno, tempo fa, aveva già capito che continuerà a esserci "sfortuna" finché non saremo tutti uguali. E aveva lottato per questo, dicendo, tra le altre cose:
"Siate sempre capaci di sentire nel profondo
qualsiasi ingiustizia commessa
contro chiunque,
in qualsiasi parte del mondo"
Ernesto Guevara de la Serna

Di solito sono piuttosto restio a pubblicare le mie idee: "a chi vuoi che gliene importi!", mi trovo a pensare il più delle volte. Ma stavolta, ho pensato: beh, bisogna pur dare qualcosa a quelli che poi devono sostenere che "siamo" di parte! Il siamo è tra virgolette perchè (e colgo l'occasione per sottolinearlo ancora una volta, spero che sia l'ultima ma so che non lo sarà ) "il Ventilatore" non ha ne una linea politica ne una linea editoriale: quindi smettetela di rompere su quest'argomento. Ovviamente, da bravo cittadino, ogni elemento dell'associazione ha le sue idee politiche, che, contrariamente a ciò che pensano quelli che vedono la nostra associazione come una specie di P2 di sinistra, non sono uguali per tutti. Quindi, se ad alcuni fa piacere dirlo, SI, siamo "di parte", ma non tutti della stessa. Che cosa significhi poi essere "di parte" è da chiarire. Per come la vedo io, significa che uno vota un certo partito, non necessariamente sempre lo stesso. Quindi significa che sono di parte tutti quelli che esprimono un voto valido (e forse anche qualcuno di quelli che votano scheda bianca). Ma sto divagando, torniamo a Tursitani.
Per come la vedo io, originale o meno che sia, l'idea di un bimestrale gratuito finanziato dal comune è un'ottima idea (e a voler essere maliziosi, mi sto facendo un complimento). Certo, "gratuito finanziato dal comune" è una contraddizione. Si potrebbe obiettare che chi non vuole questo giornale non dovrebbe pagarlo con le proprie tasse. Ciononostante sono convinto che il giornale in sé sia una buona idea. E il sito, dati i tempi che corrono, è un'idea ancora migliore, anzi, era un passo inevitabile, un appuntamento col progresso, per così dire: andava fatto, ed è stato puntalmente realizzato.
Parliamo ora dei contenuti.
(risata) (attimo di concentrazione)
Cosa c'è su "Tursitani"? Purtroppo non sono esattamente un'accanito lettore, ma la maggior parte degli articoli che ho letto erano mooooolto entusiasti (diciamo così) nei confonti del sindaco, dell'amministrazione e del loro operato (gli altri che ho letto non ne parlavano). Stando al periodico, Salvatore Caputo in particolare è il vero protagonista della scena tursitana: nell'ultimo numero del bimestrale compare in ben 7 fotografie e la parola "CAPUTO" (affiancata alla parola SINDACO o SALVATORE) ricorre 25 volte su 24 pagine, e mai in un articolo critico: quando "Propaganda" è un eufemismo ...
Ora ci sono due possibilità per spiegare questo:
1) Tursi è migliorata davvero tanto da quando me ne sono andato(e questo, se fosse vero, dovrebbe farmi riflettere);
2) le voci critiche esistono ma non compaiono sul bimestrale.
A occhio e croce direi "buona la seconda". Ma perchè quest'assenza? E' questo l'interrogativo che mi perplime. Ovviamente mi guardo bene di accusare di "censura" il Direttore Responsabile o il Direttore Editoriale. Qualcuno potrebbe dire che sono ingenuo, ma penso sinceramente che nessuno abbia portato un articolo critico in redazione (se è successo smentitemi). Certo, io di giornalismo non capisco molto (studio roba con più numeri che lettere), ma si potrebbe far notare che i giornalisti di solito inseguono le notizie, e non il sindaco, o il governante di turno. Ma è solo una mia idea.
Allora, ragionevolmente ci si aspetta che se una qualche voce critica debba esserci, verrà dal posto più ovvio, cioè dall'opposizione. Conoscendo un poco la sinistra nostrana credo che si siano AUTOCENSURATI, per evitare di leggittimare quella che ritengono essere una iniziativa propagandistica. A prescindere dalla veridicità delle loro tesi, l'iniziativa è ormai leggittimata dai suoi 3 anni di attività . E comunque avrebbero dovuto da subito capire che l'iniziativa poteva essere sfruttata per farsi sentire dai cittadini, per far vedere che erano vivi. E poteva essere sfruttata ancora di più se l'accesso al giornale fosse stato negato: una eventuale censura avrebba fatto perdere molta credibilità a chi l'avesse adoperata.
Insomma: forse sbaglierò, forse sono solo uno studente troppo lontano da casa per capire quello che succede, ma per me Tursitani è un'opportunità che in molti non hanno saputo sfruttare. Altri invece continuano a sfruttarla tuttora.
Ormai aprile si avvicina, e con esso le elezioni, e io mi chiedo quale sarà il destino di questo giornale. Per come la vedo io (ignorante in politica nostrana quanto in giornalismo) l'ottima idea di un giornale comunale andrebbe gestita diversamente: andrebbe affidata ad un comitato apolitico, o quantomeno bipartisan. Ma non credo che succederà .
Se resisterà l'attuale amministrazione, Tursitani rimarrà quello che è. Altrimenti, se vincerà una lista di sinistra, sarà molto probabilmente cancellato, e con esso tutte le opportunità che presentava.