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l' utente Sentence fa un'altra analisi sulla situazione politica italiana attuale.
"Dal 1992 è iniziata l’agonia.
C’è insofferenza verso la politica?
Il limite è vicino?
Da una dichiarazione di Massimo D’Alema Vice Premier e Ministro degli Esteri, si evince che si sta vivendo una certa insofferenza verso la politica, con il rischio di andare incontro ad una crisi come quella verificatasi negli anni novanta, quando veniva alla luce la cosiddetta “Tangentopoli” definendo tal evento come la fine della Prima Repubblica.
Ma secondo me la Prima Repubblica sta finendo adesso, perché solo ora il processo di decomposizione iniziato allora sta arrivando a compimento.
Probabilmente la fondazione del nuovo Partito Democratico è soltanto un palliativo come allora tentò la Democrazia Cristiana nel fondare il Partito Popolare.
Comunque è certo che le intercettazioni telefoniche di D’Alema e Fassino appena pubblicate anche se non hanno nulla di penalmente rilevante, ma ideologicamente e soprattutto politicamente Si.
In politica è la cosa che conta di più, “l’ideologia” .
In questo caso hanno spazzato via l’immagine d’innocenza che erano riusciti a sopravvivere a Mani Pulite che ebbe nella corruzione solo il suo innesco e non certo la sua vera causa, che realmente stava nell’esaurimento storico di tutta quanta la cultura politica della Prima Repubblica.
In sostanza passata l’era della modernizzazione ed iniziata quella della modernità la cultura politica ha mostrato i propri limiti.
La “corruzione” è stata ed è soltanto la manifestazione e la conseguenza patologica di questa capacità che dura almeno da vent’anni, che in sostanza è la mancanza di cultura democratica circa i limiti di governare insieme alla mancanza di progetti adatti alla Società.
E per quest’incapacità che la Prima Repubblica è entrata in agonia all’inizio degli anni novanta mai sanata ed ora sta morendo.
Cosa ne pensate?
• Tengo a dirvi che lo spunto di tale comunicato è stato tratto dall’editoriale
del Corriere della Sera del 24-06-2007"
Come promesso, proponiamo la discussione dedicata a Giorgio Almirante.
Carissime/i del Ventilatore,
mi piacerebbe aprire un dibbattito su Almirante delfino di Mussolini.
Ho visto, con grande dispiacere, che chiunque entra a Tursi si vede accolto dopo poche centinaia di metri dalla vergognosa scritta che dice: Viale Giorgio Almirante.
A quanto pare la vecchia giunta comunale ha dedicato il nuovo ponte(vicino al pick-up) oltre che a uno dei più grandi servi della Germania nazista, a uno dei responsabili delle più disumane azioni che i repubblichini hanno compiuto nei confronti degli italiani stessi.
Credo che la vecchia giunta abbia sputato sui valori fondamentali dellla nostra Republica, e credo anche che la vecchia opposizione oltre a peccare di ignoranza storica abbia peccato di ignoranza politica e sociale.
Sinceramente penso che la vostra Associazione Culturale può rappresentare una seria alternativa al lerciume politico che pervade le strade tursitane.
[...]
Inoltre, per iniziare, vi segnalo in quali "bei siti" siamo finiti grazia a questa storiella....
http://www.fiammats.altervista.org/2007/02/12/tursi-matera-una-via-per-almirante/
Voglio solo ricordarvi che la dittatura fascista è stata sconfitta con il sangue dei nostri padri.
E' inutule ribadire il disgusto sulla faccenda e la pessima immagine che tutto ciò arreca ai tursitani.
La nuova strada dedicata a Ferrara va dalla caserma dei carabiniei al nuovo bivio dietro il vecchio camposportivo.
A pensarci bene, c'era già stato un tentativo nell'estate 2003 di dedicare la piazzetta " Pizzo delle monachelle" al razzista-antisemita Almiante. Ciò non è più avvenuto perchè molti tursitani hanno espresso fermamente il proprio dissenso, ed inoltre, ricordo che sulla strada verso San Rocco erano apparse scritte del tipo " Almirante servo delle SS ", "fascisti ritornate nelle fogne" e "fascisti porci".
In aggiunta vi rimando a un favoloso articolo pubblicato proprio sul Ventilatore in data 23 novembre 2003, anno 2 n. 14, scritto da Domenico Ferrara.
Alla fine della fiera credo che i nostri vecchi amministratori hanno agito di nascosco, in barba ai lavoratori e studenti "dissidenti " che per la maggiore si trovavano fuori Tursi.
elcoloso

Ci è stato mandato il seguente articolo dall'utente splinder Sentence. Accogliamo l'invito
Di regola la somma (unificazione) di due o più partiti non produce valore aggiunto; la somma dei voti ricevuti dal partito unificato è inferiore alla somma dei partiti separati.
Nel nostro caso perchè mai un marxista dovrebbe gradire di trovarsi diluito in sempre meno marxismo; oppure perchè mai un cattolico dovrebbe gradire d'essere soverchiato da laici?
Tra le condizioni che il Pd comporti una drastica semplificazione del sistema politico e cosi l'eliminazione del pulviscolo dei partitucci.
Prodi si è messo in testa, invece di risolvere il problema con un partito "mangia-partiti".
Ma cosi sembra un controsenso che il progetto aggreghi soltanto due partiti su dodici, sembra quasi che il Pd stia nascendo senza slancio, già logorato dai tempi troppo lenti della sua gestazione. Già dissentano su come e quando eleggere il loro leader e il loro segretario, con il "sospetto" che Prodi nelle primarie vorrebbe scegliere lui alla guida del neo partito.
Tantovero che al momento, non vuole le primarie perchè i sondaggi danno per vincente Veltroni, mentre Prodi vuol far sembrare che sia il suo popolo a creare il Pd, ma in verità non è cosi.
Nel caos più totale i DS avanzano già nuove prospettive che non danno nulla di positivo all'unificazione dei partiti, infatti Ugo Sposetti il tesoriere dei DS fa sapere anche attraverso una pubblicazione sul Corriere della Sera che le sedi dei DS, non andranno automaticamente al Pd ma verranno affittate.
Che senso ha un simile ragionamento?
Se marito e moglie vanno a vivere insieme che succede?
Sembra quasi che non si voglia parlare di divisione di beni.
Forse bisognerà pagare l'affitto per ripianare i debiti in bilancio dei DS.
Inoltre stà di fatto che le ultime elezioni amministrative hanno confermato la regola che le unioni fanno perdere voti. Dove DS e Margherita si sono uniti hanno perso mediamente 10 punti percentuali (vedi Genova-Ancona-La Spezia).
Allora il Pd nascerà vivo o morto?
Cosa ne pensate?
Sentence
E' una domanda alla quale è apparentemente facile trovare risposta: basta andare sul sito di un qualunque rivenditore. Ma prima voglio raccontare un aneddoto: un tizio entra in bar, e chiede al barista: "Quanto costa il caffé?" e quello gli fa "Settanta centesimi!"; e il tizio, ancora: "... e lo zucchero?"; il barista lo guarda e con un sorriso benevolo gli risponde: "Ma è gratis!", ma prontamente il tizio risponde: "Ah! Bene, me ne dia sei chili!!".
Mi chiederete, giustamente, il nesso tra la domanda e il caffé. Allora immaginate di entrare in un negozio di computer e chiedere quanto viene un certo modello, per esempio di quelli economici: vi sarà risposto col prezzo di listino. Controllando tra le caratteristiche noterete una cosa che NON FA PARTE del computer: il sistema operativo (cioè il Windows di turno). A quel punto provate a chiedere: quanto costa il sistema operativo preinstallato? Molto probabilmente vi sarà risposto: è gratis. Se lo fanno provate a chiedergliene 600 copie! Dove voglio arrivare? Facciamo un paio di conti, con un esempio: un modello della Acer, il TravelMate 4310, le cui caratteristiche sono elencate sul sito della casa produttrice (file .pdf con il listino). Tra queste vediamo il prezzo, che risulta essere circa 600 € (499 € + IVA), ma a ben guardare si nota che è incluso anche il sistema operativo, Windows VistaTM Home Basic, il cui prezzo non viene specificato. E quanto costa? Andando a vedere sul sito di Microsoft scopriamo che costa ben 299,99 € (IVA inclusa), che è circa la META'!!!
Prima di proseguire, forse è necessario fare un po' di chiarezza sulla differenza fra sistema operativo e computer. Un computer è un dispositivo fisico, il cosiddetto "hardware" ovvero tutto ciò che potete toccare con mano: schermo, tastiera, hard disk (sta dentro la scatola, ma volendo si può toccare anche quello). Un sistema operativo invece è un programma che permette alle parti fisiche di funzionare insieme e di eseguire i comandi che vengono dati dall'utente. Come dire: il computer è una macchina e il sistema è il autista. Chiaramente una macchina senza autista non va da nessuna parte, ma supponiamo per assurdo che voglia comprarmi un computer ed utilizzarlo come fermacarte: perchè dovrei pagare il sistema operativo. Ripeto: NON FA PARTE del computer, infatti alla prima accensione vi viene richiesto di accettare un contratto, separato da quello di acquisto del computer. Quindi uno si potrebbe chiedere: che succede se rifiuto il contratto? Senza Windows, mi rimane solo un fermacarte? NO, perché ci sono delle alternative, ad esempio i sistemi open-source come LINUX, che sono davvero GRATIS! (Per altre informazioni sul sistema operativo Linux vi rimando alla mitica wikipedia, e in un futuro post potremmo parlare anche di questo). Oltre ad essere gratuito, è considerato un sistema addirittura migliore dalla stessa Microsoft, come si può leggere nei cosiddetti "Halloween Documents".
Ma bene, allora cosa mi impedisce di comprare un computer senza sistema operativo, per poter scegliere a chi far "guidare" la mia macchina? Teoricamente niente, ma provate ad andare in un negozio e chiedere un computer senza sistema operativo: quasi tutti vi risponderanno che non è possibile! Una delle ragioni del successo di Microsoft è il modo in cui riesce a vendere i propri prodotti insieme alle macchine, facendo così passare sistema e computer per un pezzo unico, indivisibile e la mentalità comune attribuisce il prezzo al computer (in effetti risulta difficile concepire di pagare una cosa che non si può toccare). Tutti i grandi distributori sono vincolati a vendere le proprie macchine unitamente ai prodotti Microsoft, imponendo il prezzo del software, unito in maniera indistinguibile a quello dell'hardware, sul prezzo finale. In effetti è possibile, se si rifiuta il contratto all'accensione ottenere un RIMBORSO, come previsto da quello stesso contratto:
"QUALORA L'UTENTE NON ACCETTI I TERMINI E LE CONDIZIONI DEL PRESENTE CONTRATTO, ALLORA NON POTRÀ INSTALLARE, COPIARE O UTILIZZARE IL PRODOTTO E DOVRÀ RESTITUIRLO PRONTAMENTE AL RIVENDITORE.
IN TALE IPOTESI, QUALORA AL MOMENTO DELL'ACQUISTO IL RIVENDITORE ABBIA EMESSO FATTURA, L'UTENTE POTRÀ OTTENERE IL RIMBORSO DEL PREZZO. DIVERSAMENTE L'UTENTE POTRÀ OTTENERE LA SOSTITUZIONE DEL PRODOTTO SOFTWARE CON ALTRO PRODOTTO DI PARI PREZZO O UN BUONO PER IL FUTURO ACQUISTO DI UN ALTRO PRODOTTO DI PARI PREZZO."
(dal contratto di Windows XP Home e Windows 2000 Professional, N.B. Non tutte le licenze sono identiche. Verificate la licenza del vostro specifico computer.)
Per chi fosse interessato al rimborso rimando a questo fantastico sito: http://www.attivissimo.net. Quindi i rivenditori si trovano in questa situazione: vendono un allegato non richiesto, ad un prezzo non indicato esplicitamente (ma presente, non dimentichiamolo) e in caso di rifiuto del contratto devono anche elargire il rimborso. E perchè accettano questo vincolo? Perchè Microsoft ha il monopolio, e scontentarla significa, probabilmente, vedersi alzati i prezzi all'ingrosso! Allora a chi tocca fare qualcosa quando un monopolista abusa della sua situazione? Allo Stato, ovviamente. Ed è proprio per questo che Renzo Davoli (professore universitario presso l'Università di Bologna, hacker e consulente tecnico del tribunale di Bologna in materia di Crimini Informatici) ha lanciato una proposta per la liberalizzazione del software preinstallato sui PC presso il Ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani. La proposta si divide in tre punti, che riporto dal sito www.liberasw.org:
1) Nella vendita di personal computer il prezzo dell’hardware deve essere riportato con voce distinta rispetto al prezzo della licenza d’uso del software eventualmente in dotazione.
2) È consentito all’utente di rinunciare all’acquisto della licenza per il software e pagare solamente il prezzo dell’hardware.
3) Il prezzo indicato per la licenza d’uso del software deve essere realistico. Più precisamente, dalla proposta: È consentito altresì a sole aziende che costruiscono o assemblano computer (non a privati) l’acquisizione della sola licenza d’uso al prezzo indicato per la licenza stessa in offerte pubbliche al più incrementato del 30% e per un numero minimo di 30 copie o comunque di 30 volte il quantitativo offerto se si tratta di offerte per la vendita congiunta di più elaboratori corredati di software.
E per dare peso a questa proposta è stata lanciata una petizione on-line, che si può firmare allo stesso indirizzo. Per maggiori spiegazioni sui diversi vantaggi di questa proposta rimando al sito stesso. Alla fine è sicuramente una importante battaglia ideologica per avere più libertà sul mercato, ma è anche un ottimo modo per risparmiare qualche centinaio di euro e lasciare spazio a sistemi migliori, quindi, perchè no?
volevo porre una domanda ... COS' E' L'INTEGRAZIONE PER VOI ? questa è una vecchia domanda che ho lasciato su the wall un pò di tempo fa ... il risultato fu:NESSUNA RISPOSTA ... daltronde è facile fare finta di niente quando qualcuno parla di cose che non si vorrebbero sentire ... comunque credo che il fatto che non si parli di determinati argomenti non vuol dire che i problemi non ci siano ...
perdonate l'italiano masticato ma vado di fretta ... chissà se risponderete ...
Visual 11 Giugno 2007 - 17:20
L'energia del vento detta anche eolica (da Eolo, il re mitologico dei venti) ha il grande vantaggio di essere pulita ed economica, ma anche lo svantaggio di non essere sempre disponibile o comunque non consente di programmare il suo utilizzo. un tipo di energia che sfrutta l'energia cinetica posseduta dai venti ovvero dalle masse d'aria in movimento nell'atmosfera. Già nel VII secolo i Persiani, utilizzavano turbine eoliche che servivano a irrigare i terreni coltivati e a macinare il grano. I mulini a vento si sono diffusi in Europa durante il XIV secolo, innanzitutto nei Paesi Bassi. Si componevano in una torre in pietra, sormontata da un tetto rotante in legno, che sosteneva l'albero e la parte superiore del sistema a ingranaggi del mulino. Dal tetto fuoriusciva un albero orizzontale, sul quale era fissata una grande elica, composta da quattro o otto pale. Le ali a ventaglio furono uno dei primi miglioramenti apportati ai mulini a vento, di modo che la superficie delle pale si trovasse sempre sotto vento. Verso la fine del Settecento si diffuse l'uso di ricoprire le pale con delle alette in legno: in questo modo, la velocità di rotazione del rotore veniva resa quasi indipendente della velocità del vento. Le turbine eoliche iniziarono a essere utilizzate per la produzione di elettricità verso la fine del XIX secolo, in Danimarca, dove sono ancora oggi largamente diffuse. Gli attuali generatori eolici per la produzione di energia elettrica non hanno niente a che vedere con i vecchi mulini a vento: non c'è più una macina da mettere in funzione, bensì un generatore di corrente; alle vecchie strutture in legno o in muratura è stato sostituito un alto palo o un traliccio metallico. Attualmente è proprio nel rotore che si stanno concentrando gli sforzi dei progettisti al fine di aumentare l'energia meccanica di rotazione, senza danneggiare l'apparecchiatura che deve resistere alle sollecitazioni del vento. I generatori eolici devono arrestarsi automaticamente quando la velocità del vento è troppo debole e quindi l'energia impressa al rotore è insufficiente: quando il vento è sostenuto o di media potenza il rotore deve avere una configurazione tale da permettere di sfruttare al massimo l'energia cinetica del vento: quando invece il vento è molto forte, il rotore deve disperdere l'energia in eccesso che il generatore di corrente non è in grado di utilizzare, e bloccarsi automaticamente in caso di forti tempeste. I moderni aereogeneratori sono basati sullo stesso principio dei motori eolici del passato. I due tipi principali di aereomotori si distinguono per la direzione dell'asse del rotore, che può essere orizzontale o verticale. I moderni aereogeneratori entrano in azione quando la velocità del vento si avvicina ai 20 Km\h. Il problema maggiore, nello sfruttamento dell'energia eolica, è la naturale incostanza dei venti, che si traduce in un funzionamento discontinuo degli aereogeneratori; più efficienti sono gli aereomotori ad asse verticale. L'energia eolica rappresenta una valida alternativa alle fonti non rinnovabili, ad esempio il petrolio, e soprattutto non produce inquinamento ambientale (solo inquinamento acustico...).
Ventosita' e indicatori biologici : come si sceglie un sito
La producibilita' energetica di una macchina e' proporzionale al cubo della velocita' del vento: se quest'ultima raddoppia, l'energia elettrica ottenibile aumenta all'incirca di otto volte. La valutazione della ventosita' di un sito richiede un'accurata indagine, che puo' durare anni. I siti vanno selezionati sulla base di indicatori biologici (grado di inclinazione permanente del fogliame, rami, tronchi degli alberi), geomorfologici (ostacoli naturali e antropici quali edifici, rugosita' e orografia del terreno), socioculturali (toponomastica e memoria storica degli abitanti), nonché su un attento esame dei vincoli esistenti (ambientali, archeologici, demaniali).
La selezione definitiva viene fatta dopo un periodo di misura della velocita' e direzione del vento.
Anche l'esistenza di strade adeguate e la vicinanza a linee elettriche devono essere tenute presente, poichè hanno implicazioni dirette con la redditivita' di un'iniziativa.La scelta del sito deve essere seguita da un'efficace disposizione delle macchine, che vanno opportunamente distanziate sul terreno per evitare eventuali reciproche interferenze fluidodinamiche che ne riducono la producibilita'.
I vantaggi per l'ambiente
Le centrali eoliche non rilasciano alcun tipo di emissione inquinante e non necessitano di sistemi di refrigerazione.
Gli aspetti che ne condizionano in determinati casi l'introduzione sono rappresentati da: impatto visivo; emissione acustica, occupazione del territorio.
Questi aspetti possono essere affrontati e risolti con un'attenta localizzazione degli impianti, con l'utilizzo di macchine tecnologicamente evolute e con una corretta progettazione.
IMPIANTI A FONTI RINNOVABILI
Qualora si decida di investire nella costruzione di un impianto alimentato da fonti rinnovabili, bisogna innanzitutto tenere presente che a livello di autorizzazioni, ma anche di modalità di gestione degli impianti stessi una volta in funzione, esiste una prima fondamentale distinzione:
IMPIANTI CON P > 20 KW
Sono impianti in grado di cedere l'energia prodotta, tutta o in parte. Sono perciò considerati Officine Elettriche e quindi è richiesta denuncia all'UTF (Ufficio Tecnico di Finanza), con la conseguente imposizione fiscale. Questi impianti vengono definiti “grid-connected”, in quanto sono generalmente connessi alla rete.
IMPIANTI CON P < 20 KW
La L. 133/99 ha decretato l'assenza di imposizione fiscale per gli impianti di potenza nominale non superiore ai 20 kW, definiti comunemente “microimpianti”.
Tali impianti sono destinati prevalentemente all'autoconsumo**: non sono perciò considerati officine elettriche, non hanno diritto alla vendita dell'energia prodotta e non è quindi necessaria denuncia all'UTF (Ufficio Tecnico di Finanza).
Si tratta quasi sempre di utenze “stand-alone”, cioè senza connessione alla rete (es. rifugi di alta montagna).
** Il D.Lgs. 387/03, all'art. 6 (Disposizioni per gli impianti di potenza non superiore a 20 kW) prevedeva l'emanazione entro 6 mesi da parte dell'AEEG (Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas) della disciplina delle condizioni tecnico-economiche del servizio di scambio sul posto (net metering) dell'energia elettrica prodotta da impianti alimentati da tutte le fonti rinnovabili con potenza nominale non superiore a 20 kW. Ad oggi tale disciplina è stata emanata solo con riguardo agli impianti fotovoltaici.
ITER AUTORIZZATIVO PER UN IMPIANTO DI P > 20 Kw
Richiesta di Autorizzazione Unica alla costruzione e all'esercizio dell'impianto alla Regione o alla Provincia competenti, che a sua volta comprenderà:
- Permesso di costruire
- Valutazione di Impatto Ambientale (se necessaria)
- Autorizzazione paesaggistica
- Parere dell'Ente Parco (se in area protetta)
- Nulla osta autorità militari
- Svincolo idrogeologico
- Altre autorizzazioni specifiche per il tipo di fonte utilizzata (ad esempio la concessione di derivazione per gli impianti idroelettrici)
- Domanda di allacciamento al Gestore della Rete di Trasmissione
- Licenza di esercizio di officina elettrica rilasciata dall'UTF
- Richiesta al GRTN di qualifica di Impianto Alimentato a Fonti Rinnovabili (IAFR) (necessario per ottenere i Certificati Verdi)
- Convenzione col Gestore di Rete per la cessione dell'energia
- Convenzioni con privati per l'acquisizione di terreni o di servitù (non obbligatorie)
ITER AUTORIZZATIVO PER UN IMPIANTO DI P < 20 Kw
- Denuncia di Inizio Attività (DIA) da presentare al Comune
- Comunicazione alla Sopraintendenza dei Beni Culturali (solo se in area sottoposta a vincolo)
- Richiesta al gestore di rete locale di installazione di un contatore bidirezionale
Quest articolo è stato preso in parte dal periodico newton e dal sito sull’energie rinnovabili . per ulteriori informazioni visitate i siti
www.aper.it
www.agricolturaweb.it